INVESTIMENTI

CHE TIPO DI INVESTITORE SEI?   

Operare  sui mercati finanziari con consapevolezza conoscendo gli strumenti e la gestione dei rischi può consentire anche ai piccoli investitori di maturare rendite significative evitando spiacevoli sorprese.

Cosa occorre avere nella propria “cassetta degli attrezzi” di buon investitore?

 
Conosci te stesso?  

Punto di partenza imprescindibile per confrontarsi con i complessi ed imprevedibili mercati finanziari è sicuramente il principio del “conosci te stesso”. Ogni soggetto opera infatti sui mercati portandosi dietro un bagaglio di esperienze e caratteristiche personali, di natura economica, reddituale e sociale. Il punto di equilibrio per un corretto investimento deve dunque tener presente tre elementi fondamentali:

 

  • GLI OBIETTIVI DELL’INVESTIMENTO (in termini di protezione del capitale e di rendimento),
  • L’ESPOSIZIONE AL RISCHIO (correlata in misura proporzionale al rendimento),
  • L’ORIZZONTE TEMPORALE (come pianificazione della gestione della propria liquidità in coerenza con le incombenze quotidiane).
 
Sai quali sono i principali strumenti di investimento a tua disposizione?  

Gli strumenti finanziari a disposizione degli investitori sono numerosi e assolutamente diversificati a seconda di quanto ci si intenda esporre sul mercato. Conditio sine qua non per intraprendere il viaggio sui mercati finanziari è l’accumulo di informazioni e il costante monitoraggio dell’andamento delle borse.

 

Saper distinguere tra i principali strumenti di investimento e coniugarli alle proprie esigenze ed obiettivi, è il secondo passo importante. Obbligazioni, azioni e fondi comuni presentano agli investitori opportunità, rendite e rischi completamente diversi.

 

Guadagni modesti a fronte di un rischio molto basso, questa la filosofia dei titoli obbligazionari (o bond) che presentano un rendimento pari alla somma investita accresciuto di piccoli interessi periodici (così dette cedole). In questo caso il capitale investito è garantito dalle società o enti pubblici emettitori.

 

Diverso il profilo dei titoli azionari (rappresentativi di una quota della proprietà di una società), più rischiosi in quanto legati agli andamenti della società in borsa e ai mercati. In questo caso il profilo di rischio si alza in coincidenza della difficoltà di calcolo di possibili plusvalenze (aumento di valore del titolo e quindi maggior rendimento) o minusvalenze.

 

I Fondi Comuni di Investimento, invece, sono strumenti finanziari che raccolgono il denaro di risparmiatori che demandano la gestione dei propri risparmi ad una società di gestione con personalità giuridica e capitale distinti da quelli del fondo.

 

In questo caso la rischiosità dipende dalla composizione dei fondi (obbligazioni, azioni etc.). Di questi ultimi val la pena citare gli ETF legati all’andamento di un particolare indice di mercato (index linked) e negoziabili come le azioni durante tutta la giornata di contrattazione

 
Non cadere nei trabocchetti ! Diversifica ed elabora un piano d’investimento  

I primi passi sul mercato celano trabocchetti che facilmente scoraggiano il novello investitore. E’ importante però non lasciarsi scoraggiare ed elaborare invece una strategia che rifletta le proprie esigenze e preferenze di investimento, valutando in contemporanea gli obiettivi personali da cui dipendono:

  • l’orizzonte temporale,
  • la propensione al rischio
  • le aspettative di rendimento.

L’elaborazione di un preciso piano d’investimento cui fare riferimento per tutte le decisioni di acquisto e di vendita è sicuramente la chiave di volta del guadagno sui mercati.

 

Facciamo un esempio: se decidessimo di investire metà del nostro patrimonio in obbligazioni e con il resto creare un “giardinetto” (termine in gergo per indicare il portafoglio titoli) di almeno nove o dieci azioni differenziate per settore e tipologia, dovremmo poi attenerci fermamente a questa strategia, evitando di lasciarsi fuorviare da suggerimenti inaffidabili.

 


Diversificare con l’asset allocation
L'asset allocation è un processo integrato, attraverso il quale si giunge a definire la composizione desiderabile di un portafoglio che soddisfi determinati criteri e caratteristiche dell’investitore, utilizzando un mix di classi di investimento.

 

Alla base della creazione del portafoglio, sono necessarie informazioni sull'investitore e sull'investimento come la tolleranza al rischio, stato economico sociale, la durata dell'investimento, il flusso di reddito e di eventuale risparmio e altre informazioni ritenute interessanti dal gestore del portafoglio.

 

Per un corretto bilanciamento del proprio investimento si deve:

  • identificare la meta dell'investimento, valutando l’esigenza di liquidità, il reddito, l’orizzonte temporale dell’investimento e stabilendo la propria tolleranza di rischio.
  • identificare una linea di investimento che possa essere fatta rientrare nelle categorie di
  • rendita (con cui si intende ottenere la massima rendita costante nel tempo, con un rischio nullo),
  • bilanciato (l'obiettivo è di ripartire l'investimento fra una rendita e crescita del capitale nel lungo periodo, tollerando anche fluttuazioni di rendimento);
  • crescita (il desiderio principale è la crescita del capitale nel lungo periodo. Si è disposti a tollerare ampie fluttuazione del rendimento. Il portafoglio è costituito da investimenti azionari anche sui paesi emergenti sia in valuta locale che estera).
  • Creare il portafoglio attraverso l’individuazione di classi di investimento (azioni Italia, azioni Europa, titoli obbligazionari, ecc..) e poi successivamente specificando i singoli titoli (azioni Italia diventa l'azione di un'azienda o un fondo, l'obbligazione di breve termine in un BOT, ecc...).

 

Gestione dei rischi di investimento


Diversificare


Abbinare nel proprio portafoglio titoli diversi ne diminuisce la rischiosità, evitando che l’andamento di un unico comparto o strumento condizioni il rendimento del proprio “giardinetto”. Per ripartire il rischio è opportuno stabilire una soglia massima al 10% del capitale disponibile per l’investimento in un titolo. E’ un suggerimento da seguire con costanza, se si vuole mantenere una equilibrata distribuzione della probabilità, anche se non vale a proteggere l’investitore da un crack e da un ribasso generalizzato della Borsa. Un secondo suggerimento, corollario del primo, è quello di evitare in ogni caso di tenere contemporaneamente in portafoglio più di dieci titoli, per non rischiare possibili confusioni. E’ bene inoltre riguardare costantemente tutte le operazioni effettuate, per imparare dall’esperienza e anche degli errori commessi.

 

Il trade-off tra rischi e rendimenti


Quando si opta per un determinato investimento è opportuno tenere in considerazione il binomio inversamente correlato di rischi/rendimenti. L’abilità dell’investitore consisterà dunque nel creare un portafoglio calibrato sui propri obiettivi, tenendo conto che generalmente il rischio di investimento si scompone in tre elementi base:

  • il rischio di mercato, legato all’andamento generale del mercato finanziario su cui si opera;
  • il rischio di interesse, in genere incidente sui titoli il cui valore viene eroso dalla fluttuazione dei tassi (come le obbligazioni);
  • il rischio di inflazione, la cui incidenza sul rendimento reale è spesso sottostimata.

 

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